cultura barocca
I TEMUTI NUMERI: TRUPPE DI BISANZIO (MA CLICCA PER L'INDICE DI ALTRI ASPETTI DELLA STORIA BIZANTINA) CON UNA IMPORTANTE SPECIFICAZIONE SUL PASSAGGIO IN TEMPI RECENTI DALLA DENOMINAZIONE DI IMPERO ROMANO D'ORIENTE A IMPERO BIZANTINO L' IMPERO ROMANO D'ORIENTE CON LA SUA POTENTE ARMATA NAVALE QUI DESCRITTA CONTRASTO' L' AVANZATA ARABA E LE FLOTTE DEI SARACENI SI AVVALSE DEL LETALE FUOCO GRECO O FUOCO SACRO (IN GRECO PROPRIAMENTE DETTO "HUGRON PUR" OVVERO, "FUOCO LIQUIDO") CHE L'ACQUA NON SPEGNEVA MA PIUTTOSTO RAVVIVAVA E RENDEVA PIU' DEVASTANTE (PROPOSTE DI DATAZIONI SULL'EPOCA DEL SUO USO (SI PRESUME DAL PIENO VII SECOLO) SULLA BASE DELLO STRATEGICON DI SIRIANO (VII SEC.) ED IL CAP. XIX -TACTICA DEL DE NAVALI PROELIO DI LEONE VI IMPERATORE DI BISANZIO (886-911 d.C.) = VEDI ANCHE COME ANGELICO APROSIO IL VENTIMIGLIA CHE NELLE SUE INDAGINI SUL COLLEZIONISMO ANTIQUARIO (E CONTESTUALMENTE NELLA SUA AMMIRAZIONE PER GLI ORDINI RELIGIOSO CAVALLERESCHI CHE ERANO AL SUO TEMPO IMPEGNATI IN MONUMENTALI SCONTRI CON L'IMPERO TURCO PER LA SALVAGUARDIA DEI POSSESSI INSULARI CRISTIANI IN ORIENTE E PER TUTELARE DA INVASIONI IL MEDITERRANEO OCCIDENTALE) SI SIA OCCUPATO NELLE SUE RICERCHE ANCHE DI FRANCESCO BAROZZI E PER CONSEGUENZA DI ERONE DI BISANZIO SECONDO CUI IL FUOCO GRECO ERA USATO SIA IN AMBITO NAVALE CHE IN POLIORCETICA OD ARTE DEGLI ASSEDI COME QUI SI VEDE DA IMMAGINI DEL CODICE SKYLITZES, MANOSCRITTO BIZANTINO DEL '300 DEL FUOCO GRECO IN MERITO ALL'USO NAVALE MA PURE NEL CAMPO DELLA POLIORCETICA
[Erone di Bisanzio noto anche come Erone il giovane (per distinguerlo da Erone il vecchio) nome convenzionale attribuito a un matematico e scrittore di cose militari bizantino, vissuto, presumibilmente, nel IX secolo. Molti storici lo chiamano, più correttamente (ma lontani dalla univocità) Anonymus Byzantinus reputato autore di due opere, Parangelmata poliorcetica e Geodasia pubblicate a Bisanzio nel IX secolo (alcune indicazioni astronomiche suggeriscono però l'anno 938). Queste opere sono state tradotte in latino da Francesco Barozzi nel 1572 con i titoli Liber de machinis bellicis e Liber de geodaesia. La "Geodasia" è un'opera sulla geometria e sulla balistica, che fa uso di pratiche sulle mura di Costantinopoli, le cui tecniche sono illustrate con disegni. Il Poliorketikon di Erone è un manuale di poliorcetica o scienza degli assedii che si rifà a quello di Apollodoro di Damasco, che al posto degli schemi bidimensionali statici di quel lavoro presenta una prospettiva tridimensionale con la raffigurazione di figure umane per chiarire meglio i concetti espressi. Vi sono riportati passaggi e tecniche da Ateneo Meccanico, Filone di Bisanzio e Bitone = il manoscritto ora si trova nella Biblioteca Vaticana. In questo manuale ci sono 58 pagine e 38 illustrazioni e citazioni concernenti il fuoco greco utilizzato oltre che nelle battaglie navali anche in poliorcetica o arte degli assedii (vedi immagini e testo di accompagnamento)].

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I "ROMEI/ RHOMAIOI" SOLO IN TEMPI MODERNI DETTI BIZANTINI E LE LORO NAVI DA GUERRA,CON INDICAZIONE DI ARMAMENTO, DOTAZIONE, GOVERNO E SCHIERAMENTO SECONDO QUESTO TRATTATO DI STRATEGIA DDI LEONE VI SIGNORE DELL'IMPERO ROMANO D'ORIENTE PER CONVERGENZA CON STUDI NODERNI IN QUESTO INDICE DEFINITO IMPERATORE BIZANTINO.
VEDI QUI IN DETTAGLIO LE BATTAGLIE NAVALI CONTRO I SARACENI E LA PARTICOLARE TIPOLOGIA DELLE NAVI DA GUERRA DEI SARACENI.
ANALIZZA ANCORA LA TRATTAZIONE IN MERITO ALL' APPARATO DA COMBATTIMENTO DELLE NAVI DA GUERRA IMPERIALI CON PROIETTORI O "SIFONI" DEL FUOCO GRECO IN PRIMO LUOGO) CON CONSIDERAZIONI AL CASO POCO NOTO DEI
PROIETTORI INDIVIDUALI DI FUOCO O CHEIROSIFONI IN DOTAZIONE AI SINGOLI SOLDATI DI MARINA
ma a quanto pare anche utilizzati nelle operazioni di
ASSEDIO DI STRUTTURE FORTIFICATE COME SI PUO' VEDERE IN QUESTA IMMAGINE TRATTA DA UNA MINIATURA BIZANTINA
[ La Guerra Greco-Gotica e la riconquista di Giustiniano (vedi cartografia multimedializzata con attivi lemmi, scritte, numeri e lettere sottolinate).
Analizza la particolare definizione di Paolo Diacono (anche rispetto a quella di Fredegario) nel caso a riguardo della Liguria maritima quae dicitur lunensis ac vintimiliensis" conquistata dopo le ripetute invasioni barbariche (con nella carta voci attive evidenziate e attivabili).
Una frase di Paolo Diacono qui tradotta "meglio esser servi dei Longobardi che alleati dei Greci" come in Liguria pure si nominavano "i "Romei/ Rhòmaioi", solo in tempi moderni detti Bizantini suggerisce come la conquista della "Liguria Maritima" da parte dei Longobardi fu vista quasi come una liberazione fermo restando il discorso su una più lenta occupazione dell'estremo ponente ligure ed in particolare del Castrum Bintimilium cioè dell'antico agro confinario del decaduto municipio imperiale di Ventimiglia romana ove comunque l'archeologia ha individuato tracce di restauri "bizantini".
La ligure avversione per l'occupazione della loro terra da parte dell'Impero Romano d'Oriente, a prescindere dalla assai discutibile amministrazione greca in Liguria anche, ma non solo, come conseguenza dello "Scisma Tricapitolino", dipendeva da un grave problema costituito dai Numeri, truppe semiselvagge utilizzate dall' Impero Romano d'Oriente sotto controllo di ufficiali greci, spesso indisciplinate per nulla restie a tormentare le popolazioni che avrebbero dovuto difendere non evitando il ricorso anche verso le donne di tali popolazioni di abusi e stupri ]

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