cultura barocca
inform. a cura di B. E. DURANTE

Il medico genovese, titolare nell' ospedale di Pammatone e consultore di Sanità della Repubblica, SEBASTIANO BADO (scritto PADO per errore del compositore: ma in altra parte del repertorio aprosiano anche registrato come BARDI e/o BALDI) fiorì nel XVII secolo morendo verisimilmente nel 1676, e diede alla luce varie opere anche se quella che gli meritò maggior fama, ma anche diverse polemiche, fu (vedi qui sopra il frontespizio) l' Anastasis corticis peruuiae, seu chinae chinae defensio, Sebastiani Badi Genuensis ... contra ventilationes Ioannis Iacobi Chifletii, gemitusque Vopisci Fortunati Plempii , ... Opus in tres libros distinctum, & in eis documenta medicinae, & philosophiae, Genuae : typis Petri Ioannis Calenzani, in Platea noua, 1663 [opera in 2 pt.: (40), 278, (2); 53, (19) p., in 4o. cui segue con proprio front.: Phlebotomiae necessitas, asserta a Sebastiano Baldo in variolis, morbillis, exanthematis, etiam apparentibus - Bianca l'ultima c. della pt. 1 Colophon alla fine della pt. 2 L'indice delle due opere è alla fine della pt. 2. Marca : Mulino - Dulcis aura veni sul front. e in fine della pt. 2]. Oltre che all'intemelia aprosiana altri esemplari sono localizzati alla Biblioteca universitaria di Cagliari, alla Biblioteca nazionale Braidense di Milano, alla Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II di Roma: non si è invece reperita la prima opera menzionata da Aprosio nell'elenco del suo repertorio.
Il BADO nell' Anastasis del 1663 afferma di aver ricevuto una lettera di tal " mercante genovese Antonio Bolli, che è degno di fiducia e merita l'accreditamento, & che realizza i rapporti d'affari commerciali con gli uomini indiani".
Attenendosi ai dati ricevuti il medico genovese scrive poi che l'ALBERO DELLA CHINA, descrittogli dal Bolli, risulta natio dell'America e specifico del
REGNO DI QUITO,
anzi proprio di una peculiare zona denominata nella lingua precolombiana LOXA o LOJA, localizzata a "circa 60 leghe dalla città di Quito".
Dalla lettura si evincono anche alcune caratteristiche dell'albero, dal referente, visto vegetare sin nelle più alte creste: "non è un albero del formato grande, anche se i relativi rami allungano nella forma varia, non nel senso dell'albero della cannella, o in quello della canna, come alcuno scrive".
In altra parte il BADO sottolinea diversamente la specificità dell'ALBERO DELLA CHINA che cresce spontaneamente ed ha bei fiori ma non genera frutti sebbene questa lacuna risulti ampiamente compensata dalla corteccia dell'albero donde si ricava la china tanto giovevole per la salute della gente."
All'intemelia biblioteca Aprosiana di questo medico genovese si trovano tuttora:
1 - Anastasis corticis peruviae, seu Chinae Chinae defensio, Sebastiani Badi Genuensis ... contra ventilationes Ioannis Iacobi Chifletii, gemitusque Vopisci Fortunati Plempii ... opus in tres libros distinctum, et in eis documenta medicina et philosophiae ..., Genuae : typis Petri Ioannis Calenzani, 1663. - [32], 278 p. ; 4°.
2 - Consolatoria a cittadini genovesi dedicata all'Eccellentissimo Negron di Negro ... da Sebastiano Baldo medico consultore, [16..]. - 4 p. ; fol.
3 - Phlebotomiae necessitas, asserta a Sebastiano Bado, in variolis, morbillis, exanthematis, etiam apparentibus, Genuae : typis Ioannis Calenzani, 1663. - 53, [19] p. ; 4° 4 - Saggio d'alcuni rimedii preservativi dalla peste ... dedicato all'Ill. Signori Protettori dello Spedale di Pammatone Francesco Viale, G.B. Centurione, Gieronimo Fiesco da un de medici dello stesso Spedale [Sebastiano Bado], In Genova : per Benedetto Guasco, 1656. - 62 p. ; 4°.











Grassetti, Ippolito<1603-1663>, Hippolyti Grassetti ... Anatome necis proditoriae, continens accuratam inspectionem eorum omnium, quae ad homicidij proditorij fabricam spectant. Opus nouum atque in vtroque foro iudicibus necessarium, Lugduni: Coral, Benoit, 1660.