cultura barocca
INFORMATIZZ. DI B. E. DURANTE

La Sirena nella iconografia arcaica greca su un sostegno di specchio da Locri (Museo Nazionale di Reggio Calabria). vedi ora qui altra raffigurazione
Il mito delle Sirene e schegge di misogenia, specie avverso le cantanti argomento su cui A. Aprosio si destreggio' con acume, moderazione e saggezza in un certo modo anticipando quanto ne scrisse il Parini : parra' strano a molti ma dal cristianesimo originario al medioevo e sino al '700 il tema del canto femminile che strega gli uomini prese energia oltre che dalla condanna del paganesimo pure dalla leggenda delle Sirene variamente elaborato nei secoli fino alla feroce postulazione di Alessandro Adimari che scrisse Vuol d'ogni seno a suo piacer la chiave/ La cantatrice aver che per nequizia/ Si fa lecito il tutto, e nulla pave./ Maestra in sommo grado e' di malizia,/ Empia scuola di frode e di bugia,/ Sozza cloaca, e vile impidicizia./ Ne creder dei che maldicente io sia,/ Che l'assunto dal ver non s'allontana/ E la logica il prova a voglia mia./ Comincia il sillogismo in forma piana,/ Pudica esser non puo' Donna vagante,/ La cantatrice e' tal, dunque e' puttana.
La terribile affermazione dell'Adimari non altro fu che un inasprimento dell' avversione secolare contro le donne dello spettacolo, ed in particolare contro le cantanti [a difesa delle quali si impegno' sfidando un Pontefice e definendolo un "Minchion" l'ex Regina di Svezia Cristina] e che porto' per secoli alla costumanza dell'uso di cantanti evirati cioe' dalle "voci bianche" da soprano seppur nel contesto di un acceso dibattito tra favorevoli e contrari a riguardo dell'antichissima pratica della castratura in questo vasto indice analizzata nei suoi molteplici aspetti dalle origini fino ai tempi piu' recenti = nell'ambito del menzionato dibattito e' giusto menzionare tra gli oppositori a tale costumanza il sopra citato ventimigliese Aprosio che molto e con accurate fonti scrisse sull'argomento giunse a definirlo una vera e propria "barbarie" nella sua qui integralmente digitalizzata "Grillaia" = il sito informatico " Cultura Barocca " ha digitalizzato i capitoli dal 23 al 25 della Grillaia entro i quali l'erudito agostiniano analizza la questione e sono leggibili "cliccando" sui nomi dei dotti cui sono dedicati.
Tra le figure di cantori evirati in campo teatrale e' da menzionare celebrato sia dal Metastasio che lo chiamava "mio gemello" quanto da Carlo Innocenzo Frugoni il celebre Carlo Broschi piu' noto come Farinelli/Farinello che godette straordinario successo pur non essendo sempre apprezzato in campo ecclesiastico per gli effetti di eccitazione e quasi di paranoia che suscitava specie fra le spettatrici mentre per quanto concerne i castrati delle cantorie ecclesiastiche si possono citare Antonio Mustafa' ed ancora Alessandro Moreschi detto sia "l'ultimo dei castrati" che l'"Angelo di Roma" visto che dopo la proibizione ad opera dello Stato Italiano della castratura per fini musicali anche la Chiesa cesso' di avvalersi di tali cantori( le immagini sono proposte da Archivio Museo della Canzone di Vallecrosia)