cultura barocca
Vedi qui la DEDICA e la voce MICHELANGELO DURANTE

PADRE

Perché taci
solenne anche nel nulla:
le tue parole, per sempre, ormai
sibilano mute tra gli asfodeli.
Erano tanti i gabbiani, e
ti sei unito ad essi
per mete che temo pensare!
Perché taci,
come quel giorno, all'angolo,
fra un carro e la solita,
grigia caffetteria.
Quel giorno di presagi,
le tue parole mi scivolarono attorno,
verso asfodeli senza vita.
Contavo così poco? bastava
un nulla, forse, un frammento
di fiducia.
E poi giunse il niente,
si rovesciò il mondo e per me
nulla fu, né sarà come prima.
I tuoi occhi, che mai vedrò
e che invano cerco, parlavano
una lingua di morte, ma
sereni, cangianti come nubi
nell'occaso piovoso.
Io non volli capire: tu
non mi aiutasti a leggere
l'arcano.
In una vecchia rinsecchita
dall'artrosi che uccide,
cerco di te, quei passi e
quel fischiettare che mi annunciavano
la mia fede.
Ma essa se ne è corsa
via, con quel volo di gabbiani,
radenti l'onde cerulee d'un mare
che mi donasti ed ho perduto.
Se ne è corsa su colline,
dove il mirto cresce senz'acqua,
dove i sacri fiori germogliano
senza custodi e giardinieri.
Ma io son qui, per scienza
e amore vago a cercare tracce,
ad elemosinare un'ombra, ad avere
un perché...
Nulla è più come era, le strie
d'oro ch'accompagnavano l'aurora
son feccia di vino da taverna.
Non v'è aurora per chi
ha perduto il sonno
rincorrendo una domanda,
che non potrà mai avere risposta...

Il carro svoltò alla caffetteria
e, sull'angolo oramai avevi parlato
e t'eri pentito d'averlo fatto!
Ma io non sentii, o finsi
che così non fosse: e mi dicesti
che era nulla, un così per dire...
E quel così per dire m'assilla
come la fatica di Tantalo...,
perché senza risposta e sino
all'abisso, nulla ormai potrà
essere come era ...
E gli asfodeli svaniscono
nel crepuscolo ... come i gabbiani,
che tanto amavi ... e in cui
ora vivi al pari che nella
mia tormentata memoria...

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