informatizzaz. a c. di B. Durante

BURCHIELLO (qui in un ritratto della quadreria dell'UniversitÓ di Bologna) era pseudonimo usato da Domenico di Giovanni, nato a Firenze nel 1404. Era figlio di un legnaiolo, esercit˛ la professione di barbiere. Nella sua bottega convenivano pittori, poeti, ma anche molti cittadini anti-medicei: per questo Burchiello fu costretto ad andare esule a Siena nel 1434. Imprigionato pi¨ volte per reati comuni, nel 1455 and˛ a Roma per cercare di aprirvi una bottega. Morý a Roma nel 1449 nella pi¨ squallida miseria. Con Burchiello siamo davanti a un tipo di composizione particolare. Poetare "alla burchia" signific˛ presto comporre sonetti, per lo pi¨ caudati, di bizzarra fattura, in cui le parole e le immagini si susseguono e si incalzano senza un nesso apparente. I contemporanei forse avvertivano, dietro l'accumulo e le strane combinazioni, riferimenti ormai perduti. I sonetti di Burchiello e dei suoi seguaci sono raccolti in un'edizione purtroppo inattendibile dal punto di vista testuale e attributivo, i Sonetti del Burchiello, del Bellincioni e d'altri poeti fiorentini alla burchiellesca (1757). Con Burchiello, al di lÓ del gioco, dell'assurdo, del gratuito, siamo davanti al tentativo e alla ricerca di vie poetiche nuove e diverse, nel primo XV secolo. Una ricerca di forme nuove e di pi¨ ampia libertÓ psicologica e contenutistica, ma con attenzione verso la tradizione. Una poesia popolare, ricca di significato storico. Testimonianza della complessitÓ del mondo culturale toscano e fiorentino in particolare. Tanto pi¨ che questa poesia popolare fu ascoltata e imitata anche da uomini di cultura, architetti, pittori, come ad esempio Alberti. La strampalata ricchezza dei sonetti di Burchiello non fu un episodio breve, ma ebbe vasta fortuna e diede vigore a una tradizione anti-petrarchesca di grande importanza per la ricerca espressiva in volgare.