INF. B. DURANTE

Dalle nozze di Isabella Gonzaga duchessa di SABBIONETA con don Luigi Carafa quarto principe di STIGLIANO nacque un solo figlio, Antonio duca di Mondragone che spos˛ Elena Aldobrandini nipote di Clemente VIII.
Dall'unione nacquero due figli Giuseppe ed Anna e, come era avvenuto per i Gonzaga, quest'ultima fu l'unica erede.
Dei maschi morý per primo Antonio duca di Mondragone, poi il piccolo Giuseppe e in ultimo Luigi rispettivamente padre e nonno dei primi due.
Ecco come annota la morte di quest'ultimo il diarista Antonio Bulifon:
"1630 - A 12 (gennaio) pass˛ a miglior vita d'apoplessia D. Luigi Carafa principe di Stigliano nel Collegio de' PP. della Compagnia di Ges¨, ove si trovava pochi giorni prima ritirato per suo diporto, e, non avendo potuto far testamento, rest˛ di lui erede D. Anna Carafa sua nipote. Fu seppellito nella chiesa di S. Domenico Maggiore vestito all'uso ducale come duca e signor libero di Sabbioneta per rispetto della moglie.









STIGLIANO
STIGLIANO (vedi qui il
CASTELLO COMITALE) risale all'epoca dei primi abitatori della Lucania: i Lucani.
Questi venuti a contatto con gli abitanti della Magna Grecia, ne risentirono il benefico influsso e furono ingentiliti nel costume e nel carattere.
Da studi filologici sul nome delle citta' e dei paesi del Mezzogiorno d'Italia, si e' dedotto che la terminazione dei loro nomi in "ano", "ana" assumono il significato di possesso ed e' inflessione di nomi gentilizi.
Stigliano sarebbe, allora, una forma aferetica di Ostigliano (dal gentilizio Hostilius, cognome comune all'epoca dell'antica Roma fino a risalire agli anni 249-251 d.C. in cui visse l'imperatore Caius Vibius Hostiglianus Tessius Quintus figlio di Traiano Decio).
Caduto l'impero romano, Stigliano fu invasa dai Goti che la fortificarono e la adibirono a loro sede.
Ai Goti successero i Longobardi i quali divisero la parte meridionale d'Italia in Principati e questi in Gastaldati.
Nel secolo XI Stigliano faceva parte del Principato di Salerno; nel 1068 appartenne a Roberto Conte di Montescaglioso e nel 1070 fu donata da questi al vescovo di Tricarico, in redenzione dei propri peccati, unitamente a quelli della moglie Amelina.
Signore della citta' fu Goffredo Britanno suffeudatario del Conte di Montescaglioso.
Nel 1269 il feudo passo' a Goffredo di Sarzin, gia' cancelliere e procuratore del regno sotto Carlo D'Angio'.
Nel 1274 re Carlo dono' il feudo a Giacomo di Bosciniano, ricordato perche' il feudatario nel 1276 litigo' con l'universita' di Craco a causa dei confini.
Nel 1289 Carlo II per onorare il padre dono' il feudo a Guglielmo della Marra gia' governatore della citta' di Napoli che lo tenne per oltre due secoli e in seguito passo' alla potentissima famiglia dai Carafa.
Dal 1556 al 1638 tutta la proprieta' di questi passo' ad una sua erede che, sposando Don Ramiro de Gusman duca di Medina e vicere' di Napoli, eresse Stigliano a primo capoluogo della Basilicata (sec. XVII).
Nel 1656 Stigliano riporto' molti danni a causa della peste.
Inseguito passo' alla potente famiglia dei Colonna di Roma, principi di Stigliano fino al 1783 con Don Girolamo Colonna.
Vi nacquero lo scultore duecentesco Meli da Stigliano e Giacomo Trifoglio (Jacopo da Stigliano), architetto del Quattro-Cinquecento.
Nel 1806 fu abolita la feudalita' e fu istituito un apposito tribunale detto Commissione feudale per dirimere le controversie.