informatizzazione a c. di B. E. Durante

ERCOLE, SCULTURA ROMANA CONSERVATA AL MUSEO PARIGINO DEL LOUVRE.
ERCOLE, o ERACLE, secondo il mito nacque a Tebe ed era figlio di Alcmena, moglie di Anfitrione, e di Giove. Il culto di Ercole arriv˛ nel mondo romano tramite le colonie della Magna Grecia. A questo eroe sono legate dodici mitiche e straordinarie imprese dopo le quali morý tragicamente.
Si lasci˛ infatti ardere su di un rogo pur di metter fine alle tremende sofferenze causategli dall'avere indossato un peplo intriso del sangue del centauro Nesso morente, donatogli dalla moglie Deianira.
Quest'ultima, infatti, gelosa dell'amore dell'eroe per Iole, credeva che la veste contenesse un filtro in grado di assicurarle di nuovo l'amore del marito. In realtÓ Nesso, che ben sapeva che le frecce con le quali era stato colpito a morte da Ercole erano state immerse nel sangue avvelenato dell'Idra di Lerna, riuscý cosý a vendicarsi dell'eroe.
Ercole morý, tuttavia, solo con il corpo, perchŔ ascese sull'Olimpo, dove venne adottato da Giunone, fu divinizzato e divenne lo sposo di Ebe, la dea dell'eterna giovinezza, simboleggiando con questa unione che la forza fisica ed il valore sono sempre congiunti all'etÓ giovanile.
Dante ricorda il mito delle "Colonne d'Ercole", poste dall'eroe nell'attuale stretto di Gibilterra, per impedire agli uomini di spingersi oltre nel grande Oceano. In questo mito per Dante si rispecchia anche la volontÓ del Dio cristiano, che non pu˛ in alcun modo permettere ai mortali di avvicinarsi, come tent˛ invece di fare Ulisse con il suo "folle volo", al regno del Purgatorio.
Tutta erudita e molto aprosiana l'ideazione non testimoniata dalla mitologia di un ERCOLE MASTIGOFORO: mastig˛foro, sm., nell'antica Grecia era funzionario armato di frusta che aveva l'incarico di mantenere l'ordine e anche di eseguire pene corporali: derivato dal greco mastigophˇros portatore di frusta.
L'allusione aprosiana deriva dal fatto che egli ha pi¨ volte usato questo appellativo per l'amico LEONE ALLACCI noto polemista avverso gli etrodossi.