Informat. a cura B. Durante

BASILICA DI SANTA SABINA
La chiesa fu fondata nel 425 da Pietro d'Illiria su luogo in cui si ritiene visse Sabina, santa umbra. In seguito venne ampliata per volere di Sisto III, [432-440] restaurata durante il pontificato di Leone III [795-816] e arricchita su interesse di Eugenio II nel 824. Nel 1587 Domenico Fontana e nel 1643 Francesco Borromini, alterarono notevolmente l'interno, che fu riportato all'architettura originale da Antonio Munoz nella prima metÓ del 1900. Il portale maggiore Ŕ dotato di preziosi battenti in cipresso della metÓ del V secolo: una cornice traforata lo spartisce in 28 riquadri, di cui dieci perdute, con scene del Vecchio e Nuovo Testamento. In alto svetta il campanile romanico del 1200. La pianta interna Ŕ a tre navate, divise da 24 colonne corinzie sorreggenti archi, sullo stile delle basiliche ravennate. Sulla navata destra lungo le pareti sono visibili tracce di pittura del V e del IX secolo. Nella Cappella di S.Giacinto affreschi di Federico Zuccari con storie del santo mentre sull'altare 'Vergine e S.Giacinto' di Lavinia Fontana. Nella navata sinistra la Cappella d'Elci o di Santa Caterina su disegno di Giovan Battista Contini [1671] con 'Madonna del Rosario' del Sassoferrato, e il 'Trionfo della santa' nella volta di Giovanni Odazzi. Nel catino absidale 'Cristo assiso sul monte circondato dagli apostoli' affrescato da Taddeo Zuccari [1560] e restaurato da Vincenzo Camuccini. Sul lato destro il monumento funerario del cardinale Auxia, realizzato da allievi di Andrea Bregno [1484-88]