Informatizzazione a c. di B. E. Durante

Jacob Ferdinand Voet, Ritratto del Cardinal Flavio Chigi Ariccia, Palazzo Chigi .
Il cardinale Flavio Chigi (1631-1693) aveva dato vita, sotto la favorevole congiuntura del pontificato dello zio Alessandro VII, a una considerevole collezione di marmi antichi nel palazzo a Santi Apostoli, alienata dagli eredi nel 1728 a favore di Augusto il Forte, elettore di Sassonia.
La collezione di antichità del cardinale Flavio Chigi (1631-1693), Aracne Editrice , ISBN 88-7999-804-8) che ricostruisce la storia della collezione, avvalendosi di documenti e inventari inediti, conservati nell’Archivio della Biblioteca Apostolica Vaticana e negli Archivi di Stato di Roma e di Dresda, e recuperando preziosi disegni, oggi nelle raccolte reali inglesi, e incisioni realizzate all’epoca dal barone francese R. Le Plat.
Il lavoro della Cacciotti fornisce interessanti apporti sugli scavi seicenteschi a Roma e nel suburbio, su affermate figure di restauratori (B. Mari, E. Boselli, A. Brefort, etc.) che abilmente trasformarono semplici frammenti scultorei in soggetti prediletti dal gusto dell’epoca, su personaggi di spicco del mercato antiquario della prima metà del Settecento (P.L. Ghezzi, F. de’ Ficoroni, A. Albani) coinvolti nelle trattative di vendita.
L’accurato esame delle vicende relative alla dispersione della collezione Chigi evidenzia nuovi e significativi aspetti sui processi formativi del patrimonio archeologico dell’Albertinum di Dresda.