cultura barocca
inform. Durante

Nell'immagine (particolare di una MAPPA TOPONOMATICA DEL TERRITORIO DI SAN BIAGIO DELLA CIMA TRATTA DALL'IMPORTANTE E PIU' CHE ENCOMIABILE VOLUME "CATASTO DELLA MAGNIFICA COMUNITA' DI VENTIMIGLIA, FAMIGLIA, PROPRIETA' E TERRITORIO", a cura di M. Ascheri e Giuseppe Palmero (la II parte del volume detta "Contributo alla storia dei Comuni di Ventimiglia, Airole, Bordighera, Camporosso, San Biagio, Soldano, Vallebona e Vallecrosia" ed è a cura di Autori Vari) , Genova, 1996) che riproduce una parte del territorio di S. Biagio concernente l'areale del Monte Santa Croce (ai limiti del territorio amministrativo di Vallecrosia) si propone una giustificazione critica sia del sito antichissimo dell'ARMANTICA SU CUI IL TEOLOGO GIOVANNI FRANCESCO APROSIO inviò , con notizie di rinvenimenti di reperti assai antichi ad un Girolamo Rossi non particolarmente interessato vanamente ragguagliandolo del pari di
quanto da lui scoperto in merito ad una primigenia chiesa nell'area di Nervia e contestualmente delle sue affatto peregrine ipotesi di sovrapposizione di edifici cultuali cristiani su preesistenti edifici, religiosi e non, di ascendenza pagana.
La mappa rimanda alla genesi del COMPLESSO RELIGIOSO DEL S. CROCE e soprattutto dell'esistenza di una VILLA O PIU' PRECISAMENTE PIAN DE COY ) di matrice TARDOROMANA e/o MEDIEVALE (citata in un focatico o censimento del 1340 scoperto dal Baratier ma data per distrutta dai Ghibellini)in rapporto con il sito di SAN BIAGIO DELLA CIMA una delle VILLE POI EMANCIPATESI PER IL LATO ECONOMICO DAL CAPOLUOGO DI VENTIMIGLIA ENTRO LA "MAGNIFICA COMUNITA' DEGLI OTTO LUOGHI" [NOTA BENE = LE SCRITTE EVIDENZIATE SOPRA NEL MAPPALE SONO MULTIMEDIALI E SE ATTIVATE RIMANDANO AGLI ARGOMENTI CUI SI RIFERISCONO].
L'antichità di S. Biagio, come delle altre ville, è attestata da varie scoperte = in visita del borgo lo scrittore ottocentesco Giacomo Navone ebbe occasione di vedere molti reperti di romanità fatto il quale comprova che il sito come altre ville orientali del nucleo romano di Albintimilium ne costituiva l'importante suburbio orientale, tenendo altresì conto che nel caso di S. Biagio Padre Vitaliano Maccario per erigere la sua chiesa di Santa Croce fu in grado di ampliarla ed arricchirla con la scoperta,scavandosene le fondamenta, di molti e preziosi reperti romani che vendette sul fiorente mercato antiquario.